Gianfranco Crisci

L’intervento è poco appariscente, sobrio e duraturo.

Il progetto non s’impone sui luoghi, ma ne è parte, in modo intrinseco e coerente. Per le pavimentazioni si è indagato sulle soluzioni locali e consolidate, che fanno uso di ciottoli di fiume e del lastricato a spacco.

Si è preferito usare una pietra con marcata ossidazione e colorazione. Inoltre è stato fortunatamente ritrovato del materiale proveniente dalla demolizione della strada cantonale. Si è deciso di riusarlo per soluzioni di dettaglio, come ad esempio la canaletta di raccolta delle acque piovane oppure per l’innesto della pavimentazione sui percorsi che s’inerpicano dal lungolago verso il nucleo.

La ringhiera a lago ha una presenza marcata e asciutta, che non s’impone tuttavia, ma coesiste in maniera garbata con la vista dell’ameno paesaggio lacustre del Lago Maggiore.